“Valgo meno di un cavallo”. E’ questo l’amaro sfogo di Carlo Abagnale, parcheggiatore abusivo disoccupato, giunto al quarto giorno di sciopero della fame, ai piedi del Comune di Scafati. E’ chiaro il riferimento alla vicenda di un cavallo scafatese, vittima di presunti maltrattamenti denunciati dal Striscia La Notiza, una storia che vide muoversi l’amministrazione comunale col Sindaco Pasquale Aliberti in testa che corse a sincerarsi delle condizioni dell’animale, evidentemente preoccupato del ritorno mediatico negativo dell’episodio. Lo stesso Pasquale Aliberti che non è sceso neanche a parlare con Carlino Abagnale, e si è mostrato completamente sordo al suo disperato grido di aiuto. E disperato Carlino lo è davvero, senza alcun reddito e con una moglie con gravi problemi di salute, documentati, che comportano spese di medicine e di assistenza. Il fatto che non prenda neanche la pur dovuta pensione di invalidità, la dice lunga sul fatto che Carlino non vuole elemosina ma un lavoro, anche umile, per guadagnarsi onestamente di che vivere. Sia ben chiaro che Carlino non ha mai fatto parte di coloro che protestavano per il lavoro essendosi sempre arrangiato, col placet delle varie amministrazioni che si sono succedute al comune, in via Leonardo Da Vinci, come guardiamacchine e tuttofare. La stessa strada da dove è stato ora sfrattato senza la benché minima alternativa di guadagno di un tozzo di pane. ”Non ho mai creato problemi e anche oggi che sono arrabbiato nero contro tutta questa indifferenza, la mia resta una protesta pacifica. Ho 56 anni, e ancora la forza di lavorare. Mettetemi a pulire le foglie secche, a lavare le scale, a raccogliere i rifiuti. Tutto mi va bene pur di portare a casa di che vivere”. Un grido di dolore verso cui è davvero difficile rimanere indifferenti. Non lo sono certo i dipendenti del Comune che gli offrono un caffè o un cioccolatino per ristorarlo, ben consci del suo reale stato di bisogno e del fatto che ha sempre cercato di arrangiarsi con mille lavoretti. Chi invece gira quotidianamente la faccia dall’altro lato è la politica locale, Sindaco in primis che non solo si rifiuta di incontrarlo ma anche di rilasciare dichiarazioni ufficiali in merito al suo caso. Eppure stiamo parlando di un cittadino scafatese, in una situazione di povertà estrema e che si è visto togliere l’unico modo, onesto, di guadagnare quanto gli basta per tirare avanti. Bisogna infatti ricordare che l’area da lui occupata era estremamente piccola e il ricavato di una giornata esposto alle intemperie era di circa 30 euro, soldi spesi per comprare beni di prima necessità e medicine. Soldi che ora non ci sono più,e mentre un cavallo oggetto di tanta solidarietà e attenzione riposa felice nella sua stalla, a Scafati c’è un uomo che non dorme terrorizzato di non avere di che mettere a tavola l’indomani per lui e per la moglie, nell’indifferenza di chi dovrebbe avere a cuore la sorte di tutti i cittadini scafatesi. |